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Quali effetti contabili comporta l’abolizione dell’IRAP di giugno?

Quali effetti contabili comporta l’abolizione dell’IRAP di giugno?

Il versamento del saldo dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, non è dovuto, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per lo stesso periodo di imposta.

Lo ha stabilito l’articolo 24 del Decreto Rilancio, in cui si legge anche che non è dovuto nemmeno il versamento della prima rata dell’acconto dell’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta successivo, a quello in corso al 31 dicembre 2019.

L’agevolazione è rivolta soltanto ai soggetti che hanno raggiunto un ricavo di ammontare non superiore a 250 milioni di euro, nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del Decreto Legge.

Effetti contabili abolizione IRAP a giugno

L’abolizione dell’IRAP a giugno non porta a nessuna conseguenza o beneficio in particolare ai fini contabili per i bilanci relativi all’esercizio appena chiuso, che non sono stati ancora approvati. L’imposta è comunque e sarà iscritta per l’intero importo.

Di conseguenza, all’interno dei bilanci troveremo da una parte i crediti per gli acconti anticipati e pagati durante l’anno 2019, dall’altra il debito tributario iscritto per competenza.

Qualora la società risulterà iscritta a credito per l’esercizio 2019 in seguito alla compilazione della dichiarazione IRAP, accedendo a questo nel rispetto delle regole in vigore e chiedendolo come rimborso, chiuderà il debito tributario e il conto degli acconti, iscrivendo la differenza ad un conto contabile denominato credito IRAP 2019 in compensazione, oppure in rimborso.

Caso contrario, Se dalla compilazione della dichiarazione IRAP dovesse emergere un debito a titolo di saldo dell’IRAP, il soggetto interessato, sia esso impresa in contabilità ordinaria oppure una società, dovrà iscrivere nel 2020 una sopravvenienza attiva per importo dovuto a titolo di saldo.

Il termine ultimo entro cui il fatto si deve verificare perché se ne possa tenere conto, è la data di formazione del bilancio che generalmente si individua con la data di redazione del progetto di bilancio d’esercizio da parte degli amministratori.

Nel caso in cui però, tra la data di formazione del bilancio e la data di approvazione da parte dell’organo assembleare, dovessero verificarsi eventi che abbiano ripercussioni di una certa rilevanza sul bilancio, sarà compito degli amministratori di modificare il progetto di bilancio, rispettando il procedimento previsto per la formazione del bilancio.

Le modifiche dovranno essere fatte obbligatoriamente qualora l’impresa risulti a debito e dovendo corrispondere un saldo a titolo di IRAP, se il progetto di bilancio è stato definito e si è in attesa di fare l’assemblea, il bilancio non deve essere cambiato.

Sarà questo il caso si dovrà intervenire sulla contabilità del 2020, in cui sarà registrata una sopravvenienza attiva pari alla parte di tributo non pagato. Se invece il progetto di bilancio non è stato redatto si dovrà intervenire sulla contabilità nel 2019 e si dovrà variare l’iscrizione dell’IRAP adeguando, sia il costo che il debito, al minor valore pari alla somma degli acconti versati, in modo da non far emergere alcun importo dovuto.

Il beneficio commentato non si applica alle banche e gli altri enti e società finanziari nonché per le imprese di assicurazione, le Amministrazioni e gli enti pubblici.

Per ultimo, si deve tenere a mente che non è dovuta la prima rata di acconto IRAP che imprese e lavoratori saranno chiamati a corrispondere entro il prossimo mese di giugno. Riguardo agli acconti di imposta si deve ricordare che questi erano già stati interessati da recenti disposizioni, in particolare dal Decreto Liquidità che all’articolo 20 ha previsto che le norme in tema di sanzioni e interessi, in caso di omesso o insufficiente versamento degli acconti relativi alle imposte dirette, non si applicheranno qualora l’importo versato non risulti inferiore all’80% di quanto dovuto in base alla dichiarazione del periodo di imposta relativo all’anno in corso.

Tag: Decreto Rilancio, IRAP, Versamento saldo